"Io porto la mia macchina fotografica ovunque vada.
Avere un nuovo rullino da sviluppare mi dà una buona ragione per svegliarmi alla mattina."
Andy Warhol

giovedì 16 febbraio 2012

Il formato RAW.. Di cosa si tratta?

RAW in inglese significa crudo, grezzo. Le foto in formato RAW sono appunto grezze, contengono tutta quanta l’informazione registrata dal sensore della macchina fotografica. Al contrario, le foto in formato JPEG sono compresse e per effettuare questa compressione vengono persi dei dati, delle informazioni. I file RAW invece non sono compressi, per questo la loro dimensione è molto più elevata rispetto alla loro controparte compressa.
La possibilità di scattare in formato RAW è offerta da tutte le fotocamere reflex digitali, dalle bridge e da alcune digitali compatte. Inoltre, una cosa da sapere è che ciascun produttore di macchine fotografiche adotta il suo formato RAW proprietario. Le informazioni contenute nei file RAW generati da macchine di diverse marche sono per la maggior parte simili, ma ci sono degli elementi che li contraddistinguono e che rendono necessari software compatibili per poterli utilizzare. 

Ecco i formati che si trovano nelle fotocamere: 

  • Canon: .cr2
  • Nikon: .nef
  • Olympus: .orf
  • Sony: .arw
  • Pentax: .pef
  • Hasseblad: .3fr
  • Fuji: .raf
  • Minolta: .mrw
Il formato RAW ha un unico grande vantaggio: siccome non è compresso esso mette nelle mani del fotografo la massima quantità di informazione possibile su cui lavorare per ottenere l’immagine che desidera. Per questo una foto in formato RAW è detta negativo digitale, in quanto equivale al rullino che viene prodotto dalle fotocamere analogiche. 
La maggiore quantità di informazione disponibile in una foto in formato RAW ha diverse conseguenze molto positive:
  • il bilanciamento del bianco può essere completamente rifatto via software, non è necessario che sia corretto al momento dello scatto;
  • è molto più facile rimuovere il rumore (ad esempio dipende da un valore alto di ISO), limitando la perdita di definizione la fotografia;
  • è possibile correggere l’esposizione, con gli appositi software (come ad esempio Lightroom) è anche possibile correggere l’esposizione di singoli elementi all’interno della foto;
  • c’è un maggiore spazio di azione per ogni tipo di elaborazione, dal contrasto, alla nitidezza, alle curve di viraggio, al recupero degli elementi sottoesposti o sovraesposti, ecc.
Tutti questi aspetti rendono il formato RAW il prediletto dai fotografi.

domenica 12 febbraio 2012

PRIMA VISIONE 2011, i fotografi e Milano.

La Galleria Bel Vedere, in collaborazione con il GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale) propone una selezione di immagini realizzate nel 2011 da quarantaquattro fotografi che hanno scelto Milano come terreno di riflessione o di scoperta.
Torna alla Galleria Bel Vedere l’appuntamento con Prima Visione, una mostra che è diventata un momento d’incontro grazie al quale la fotografia riflette sugli eventi e sui mutamenti che  hanno coinvolto Milano. 
La città, rispetto allo scorso anno, è cambiata così come sono cambiate le persone che la governano. 
Al centro dell’obiettivo di quarantaquattro autori, affermati o giovanissimi, si ritrovano ancora i grandi cantieri che hanno mutato il suo profilo, ma anche periferie, architetture e strade di storica bellezza. 
Ritroviamo gli entusiasmi che hanno caratterizzato la campagna per l’elezione del sindaco ma anche momenti privati, sguardi intimi sulla realtà quotidiana. Colore e bianconero, immagini analogiche e digitali, tutti i linguaggi convivono e insieme sanciscono la vitalità della fotografia italiana, creando un mosaico che vuole raccontare quarantaquattro punti di vista sull’anno appena trascorso a Milano.

Gli autori:
Fabrizio Annibali, Pietro Baroni, Gabriele Basilico, Marco Beck Peccoz, Marika Bertoni, Marcello Bonfanti, Maurizio Camagna, Marisa Chiodo, Annalisa Cimmino, Maurizio Cogliandro, Cesare Colombo, Sergio Dahò, Stefano De Grandis, Edoardo Delille, Riccardo Del Conte, Alessandro Falcone, Jacopo Farina, Marco Garofalo, Giovanni Hänninen, Alessandro Imbriaco, Marco Introini, Daniele Iodice, Cosmo Laera, Sirio  Magnabosco, Sara Magni, Beatrice  Mancini,  Anna Maria Mastrovito, Paolo Mazzo, Cristina Omenetto, Stefano Pavesi, Simone Perolari, Barnaba Ponchielli, Andrea Pugiotto, Luca Quagliato, Francesco Radino, Moira Ricci, Gabriele Rossi, Calogero Russo, Claudio Sabatino, Antonino Savojardo, Emiliano Scatarzi, Andrea Schianchi, Naoki Tomasini, Zoe Vincenti.


Alcune fotografie della mostra..


Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/5, 1/100 sec.

Marika Bertoni, Nebbia 2011.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/4.5, 1/80 sec.

Marcello Bonfanti, Novembre.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/4.5, 1/80 sec.

Andrea Scanchi, Il pendolare. Stazione Centrale.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/5.6, 1/125 sec.

Stefano Pavesi, Code per entrare alle mostre di Palazzo Reale.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/4.5, 1/80 sec.

Marisa Chiodo, Ex area FieraMilano, 7 Ottobre 2011.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-450, 82mm, f/5.6, 1/60 sec.

Didascalia della foto precedente. 
"Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente… …le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto…" 
(Alessandro Manzoni, I promessi sposi)

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/4.5, 1/80 sec.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/4, 1/60 sec.

Cosmo Laera, Eden Urbano #1, Milano 2011.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/4, 1/60 sec.

Edoardo Delille, MIlano 2011 -  Sirio Magnabosco, Autoritratto con lampione e nebbia.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/5, 1/100 sec.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/5, 1/100 sec.

Simone Perolari, Luci a Milano.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/4, 1/60 sec.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/4, 1/60 sec.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 45mm, f/4.2, 1/60 sec.

Luca Quagliato, Stazione Centrale.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/4.5, 1/80 sec.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 39mm, f/4, 1/60 sec.

Gabriele Basilico, Dal tetto del Duomo, 2011.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/4.5, 1/80 sec.

Naoki Tomasini, 30 Maggio 2011, ore 16, i sostenitori di Giuliano Pisapia salutano il neo eletto sindaco di Milano. -  Riccardo del Conte, cosa succederebbe se tutti sapessero che...

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/4.5, 1/80 sec.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/5, 1/100 sec.

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/4, 1/80 sec.

Beatrice Mancini, Pole Dance - Zoe Vincenti, Padrone e schiava. Dalla serie "Borderline".

Milano, Febbraio 2011
NIKON D90, ISO-400, 27mm, f/4, 1/60 sec.

venerdì 10 febbraio 2012

Bilanciamento del bianco.

Il bilanciamento del bianco è un sistema di correzione automatico della luce disponibile, serve a conservare i colori più naturali possibile. 
Questa tecnica individua gli oggetti bianchi nella scena e li fa apparire neutri, senza dominanti rossastre, bluastre o giallastre, nel momento in cui si corregge il bianco tutti gli altri colori risultano naturali.
In tutte le fotocamere si ha un menù di bilanciamento del bianco, che permette di ottenere foto con un bilanciamento corretto a seconda della scena che ci si trova davanti. 
Nel mio caso (CASIO EX-H5) il menù offre queste disponibilità:
  • Automatico
  • Luce diurna
  • Nuvoloso
  • Ombre
  • Luce fluorescente (bianca diurna)
  • Luce fluorescente (luce diurna)
  • Tungsteno
Esempi a parità di luce:

AUTOMATICO
Febbraio 2012, luogo interno (stanza).
CASIO EX-H5, ISO-800, 4.3mm, f/3.2, 1/13 sec.
LUCE DIURNA
Febbraio 2012, luogo interno (stanza).
CASIO EX-H5, ISO-800, 4.3mm, f/3.2, 1/13 sec.
NUVOLOSO
Febbraio 2012, luogo interno (stanza).
CASIO EX-H5, ISO-800, 4.3mm, f/3.2, 1/15 sec.
OMBRE
Febbraio 2012, luogo interno (stanza).
CASIO EX-H5, ISO-800, 4.3mm, f/3.2, 1/15 sec.
LUCE FLUORESCENTE (BIANCA DIURNA)
Febbraio 2012, luogo interno (stanza).
CASIO EX-H5, ISO-800, 4.3mm, f/3.2, 1/13 sec.
LUCE FLUORESCENTE (LUCE DIURNA)
Febbraio 2012, luogo interno (stanza).
CASIO EX-H5, ISO-800, 4.3mm, f/3.2, 1/13 sec.
TUNGSTENO
Febbraio 2012, luogo interno (stanza).
CASIO EX-H5, ISO-800, 4.3mm, f/3.2, 1/13 sec.

mercoledì 1 febbraio 2012

Il FLASH.

Photography needs light. Good photography needs the right quality of light.Neil Turner

Il flash è uno di quegli strumenti che suscitano nel fotografo un rapporto controverso, di odio e amore: amore per le possibilità che offre, odio per la difficoltà d’utilizzo. Grazie ai moderni automatismi come l’E-TTL, scattare con il flash può sembrare estremamente semplice, in realtà i risultati ottenuti non sono spesso soddisfacenti.
Il flash è un dispositivo che emette un lampo luminoso capace di schiarire la scena in condizioni di scarsa luminosità o addirittura in condizioni di buio completo; ne esistono diversi modelli che potrebbero essere suddivisi in quattro categorie:



Integrati: equipaggiano circa tutte le fotocamere compatte, bridge e reflex. Sono piccoli e dispongono di poca potenza luminosa proprio perché limitati dal dover trovar posto sulla fotocamera e dal fatto che non dispongono di un’unità di alimentazione dedicata; non possono essere direzionati ma proiettano il fascio luminoso sempre in direzione del soggetto. D’altra parte il fatto di avere un flash sempre a disposizione “on-board” risolve spesso situazioni critiche o non previste.

Esterni a slitta: vengono anche chiamati cobra per via della forma, che ricorda quella assunta dal serpente. Sono molto versatili, esistono vari modelli che si differenziano per potenza luminosa e possibilità di sfruttare determinati automatismi o funzioni avanzate come la compensazione del lampo flash o la motorizzazione della parabola. Caratteristica madre di questi illuminatori è la possibilità di poter essere orientati secondo diversi angoli, sia rispetto al piano orizzontale che rispetto a quello verticale. Trovano posto sulla fotocamera in un alloggiamento dedicato chiamato slitta o contatto caldo, dall’inglese hot shoe.

Esterni a torcia: hanno le stesse peculiarità dei flash cobra ma dispongono di una maggiore potenza luminosa che viene assicurata da un’unità di alimentazione separata. Proprio per questo motivo il loro peso è discreto e viene sostenuto non dalla slitta, ma da una staffa laterale; cosa che per altro permette di ridurre l’odiato effetto occhi rossi ed illuminare una porzione più ampia della scena.

Esterni da studio: sono vere e proprie unità ad alta potenza dotate di trasformatore, elettronica di controllo e sistema di raffreddamento. Vengono utilizzati prevalentemente in studio per via del peso e delle dimensioni, non che per la necessità di una presa di corrente. Esistono in commercio anche delle lampade, molto più leggere ed economiche, complete di portalampada che generano un lampo flash comandate tramite un cavetto Synchro. Possono essere una valida alternativa che permette di approntare un piccolo studio senza spendere una fortuna.


Personalmente possiedo solo il flash incorportato. Nella mia compatta (CASIO EX-H5) ho tre possibilità di utilizzo del flash:
  • Fotografia CON FLASH
Febbraio 2012, interno.
CASIO EX-H5, ISO-160, 5.2mm, f/3.5, 1/30 sec.

  • Fotografia CON FLASH TENUE
Febbraio 2012, interno.
CASIO EX-H5, ISO-160, 5.2mm, f/3.5, 1/30 sec.

  • Fotografia SENZA FLASH
Febbraio 2012, interno.
CASIO EX-H5, ISO-800, 5.2mm, f/3.5, 1/15 sec.

Ho provato a coprire il flash prima con un cartoncino grigio e poi con la mano, la luce del flash ribatte contro l'oggetto che lo oscura e diffonde come luce predominante il colore dell'oggetto oscurante.

  • Oscurato dal cartoncino grigio
Febbraio 2012, interno.
CASIO EX-H5, ISO-400, 5.2mm, f/3.5, 1/30 sec.

  • Oscurato dalla mano
Febbraio 2012, interno.
CASIO EX-H5, ISO-400, 5.2mm, f/3.5, 1/30 sec.

giovedì 26 gennaio 2012

Obiettivo DECENTRABILE.

Che cosa è?
Un obiettivo decentrabile permette di effettuare correzioni prospettiche delle foto in fase di ripresa spostando il centro del gruppo ottico rispetto al centro del supporto di registrazione (pellicola o trasduttore digitale) mantenendo l'asse ottico normale al piano focale. Un obiettivo basculabile consente il controllo della profondità di campo (controllo accessorio rispetto a quello ottenibile mediante la regolazione del diaframma) tramite l'inclinazione dell'asse ottico rispetto al piano focale.

Le sue tre modalità di impiego: 
  • Decentramento regolando il decentramento dell'obiettivo è possibile correggere le verticali convergenti ed eliminare riflessi od oggetti non desiderati dall'immagine. 
  • Basculaggio regolando il meccanismo di basculaggio è possibile mantenere a fuoco l'intero soggetto oppure solo alcune aree dell'immagine in base agli elementi che si desidera mettere in evidenza.
  • Decentramento + basculaggio è possibile unire le due modalità di impiego. Applicando la correzione del basculaggio e del decentramento si garantisce che, nonostante il soggetto non sia parallelo alla fotocamera, il passaggio o la sagoma del soggetto sia a fuoco e le verticali siano dritte.
Decentramento:

L'immagine a sinistra è stata scattata senza regolazione del decentramento. Nell'immagine a destra sono state corrette le verticali convergenti attraverso la regolazione del decentramento.
L'immagine a sinistra è stata scattata senza regolazione del decentramento. A destra, con la regolazione del decentramento, è stato possibile evitare i riflessi al momento dello scatto del prodotto.
L'immagine a sinistra è stata scattata senza regolazione del decentramento. L'immagine a destra è stata corretta con il decentramento al momento dello scatto: ruotando l'obiettivo di 90 gradi, la regolazione del decentramento consente di evitare gli ostacoli in caso di posizione di ripresa statica.
Basculaggio: 

L'immagine a sinistra è stata scattata senza regolazione del basculaggio. L'immagine a sinistra è stata scattata con la regolazione del basculaggio. Regolando il meccanismo di basculaggio, è possibile mettere a fuoco percorrendo tutta la scala.
L'immagine a sinistra è stata scattata senza regolazione del basculaggio. A destra, basculando, è stata aumentata notevolmente la profondità di campo.
Si può usare anche il meccanismo all'inverso. L'immagine a sinistra è stata scattata senza regolazione del basculaggio. A destra, l'utilizzo del meccanismo di basculaggio ha limitato la profondità di campo su un unico punto specifico al fine di mettere in evidenza un particolare.
Decentramento + basculaggio: 

L'immagine a sinistra è stata scattata senza regolazione del decentramento e del basculaggio. A destra,  Regolando il basculaggio e il decentramento, la linea della messa a fuoco può essere impostata in rapporto alla linea dei prodotti ed è possibile correggere le verticali.    
Ecco alcuni obiettivi decentrabili: 
File:24mmPCleft.jpg
Olympus 24 mm f/3.5 Zuiko-Shift. 10 mm di decentramento massimo. 
File:28mm-PC.jpg
Nikon 28 mm f/3.5 PC-Nikkor. 11 mm di decentramento massimo. 
File:Arax 35mm TS on Cano eos 40D.jpg
Arax 35 mm.
File:Canon TS-E24mm F3.5L.jpg
Canon TS-E24mm f/3.5L. 11 mm di decentramento massimo. 8° di raggio d'inclinazione massimo.
Minolta 35 mm f/2.8. 11 mm di decentramento massimo.
File:PA-Curtagon.jpg
Schneider 35 mm f/4 PA-Curtagon. 7 mm di decentramento massimo.
File:28mm-SMC-Pentax-Shift.jpg
Pentax 28mm f/2.8 SMC.
File:Pentaxshift.jpg
Pentax 6x7 75 mm f/4.5. 20 mm di decentramento massimo. 
File:MC ARAX 2.8 35mm Tilt & Shift lens.jpg
Pentax Arax 35 mm f/2.8 TS.
Fonti: Wikipedia, Nikon, Canon.